Ancora brutte notizie per i giovani in cerca di occupazione. Oggi una nuova ricerca dell’Istat sull’andamento del mercato del lavoro conferma anche che non si arresta la crescita del tasso di disoccupazione giovanile e che è anzi in questo settore che registrano i dati più allarmanti: ad aprile è pari al 29,5%, con un aumento di 1,4 punti percentuali rispetto al mese precedente e di 4,5 punti percentuali rispetto ad aprile 2009. L’Istat sottolinea che si tratta del dato più elevato da quando esistono le serie storiche mensili, ovvero dal 2004.

Nella sua analisi dei dati, il giornalista del Corriere della Sera Dario di Vico evidenzia come

insieme alla revisione del percorso formativo è necessaria una battaglia culturale che sradichi l’idea, presente in molte famiglie, che un lavoro manuale sia in ogni caso da evitare. I dati che vengono dal Veneto ci dicono che in queste settimane si cominciano a iscrivere ai corsi da badante e infermiere non più solo immigrati ma anche italiani. Evidentemente la recessione sta cambiando vecchie mentalità […]

Una tendenza confermata dall’ultima ricerca effettuata da Bakeca.it sul mondo del lavoro in Lombardia, che ha registrato una domanda incentrata su profili non qualificati: parole come operaio, operatore call center e impiegato sono infatti le tre piu’ ricercate nel motore di ricerca interno di www.bakeca.it. Dati che confermano anche la grande quantita’ di offerte per mestieri ‘classici’ e artigianali: cucitrici, sarte, macellai, idraulici, imbianchini e parrucchieri.

Il forte disallineamento tra i percorsi formativi che seguono i nostri studenti e le occasioni che fornisce il mondo del lavoro potrebbe davvero essere una delle prime cause della disoccupazione giovanile, e una forte rivalutazione della formazione sui mestieri “tradizionali” diventa a tutti gli effetti una possibile via d’uscita ad essa.

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