Jakub Szczesny, dello studio di architettura Centrala, passeggiando nel quartiere di Wola a Varsavia e osservando uno spazio minuscolo tra due edifici, ha avuto la brillante idea di trasformare quella limitata intercapedine in un progetto artistico. O meglio in una casa.

Il progetto, che si intitolerà “Keret House”, dal nome dello scrittore israeliano che nel piccolo edificio collocherà il proprio studio, si pone a metà tra un intervento architettonico e un’installazione artistica.

L’abitazione più stretta di Varsavia avrà gli interni che misureranno tra i 122 centimetri, nel punto più largo e 72 centimetri, nel punto più stretto. Il telaio strutturale in acciaio, sviluppato tridimensionalmente, verrà rifinito con legno compensato, pannelli isolanti e polistirolo ricoperto di cemento. Questi dettagli lasciano increduli e stimolano la curiosità di scoprire come verrà disposto l’arredamento interno di cui ancora non si conoscono specifiche tecniche.

La “Keret House” è destinata a diventare uno dei simboli della città di Varsavia come Casa Scaccabarozzi, conosciuta meglio come “Fetta di Polenta”, di Alessandro Antonelli, lo è per Torino.

I due progetti artistici e architettonici rappresentano infatti due modelli sociologici di sviluppo creativo e adattamento alla civiltà contemporanea.

bakeca
bakeca