Culturalmente ed economicamente le tradizioni popolari e il folklore sono una risorsa importante per la valorizzazione di un territorio. Negli ultimi anni questa ricchezza è stata recuperata sotto diverse forme e si manifesta più che mai nelle festività che scandiscono i giorni dell’anno.
Nella tradizione italiana ci sono molte usanze che nella notte tra il 31 dicembre e il 1° gennaio si dovrebbero fare e sono in molti a ritenere che questa data conservi qualcosa di magico.
Mangiare le lenticchie, ad esempio, è una delle tradizioni più diffuse in Italia; fin dall’antichità si ritiene infatti che oltre ad un grande potere nutritivo siano nella forma molto simili ai soldi: mangiarne significa avere un anno pieno di abbondanza, soldi e gratificazioni economiche. Tra le usanze mangerecce anche il melograno gioca la sua parte: simbolo di fedeltà e fecondità, mangiarlo nell’ultima notte dell’anno, magari con il proprio compagno, fidanzato o marito è simbolo di devozione e prosperità.
Rumorosi e all’aperto sono invece i botti e i fuochi d’artificio simbolo di gioia e di festa nel presente, scaccia spiriti cattivi nel passato.
Un’usanza che sta scomparendo è quella di gettare dalla finestra delle cose vecchie rotte come simbolo di abbandono dell’inutile per un inizio migliore.
Per il primo giorno dell’anno un auspicio di fortuna è uscire di casa con dei soldi in tasca: se si incontra un anziano o un gobbo sarà veramente un anno fortunato, perché l’anziano è sinonimo di vita longeva, il gobbo di fortuna, ma in alcune parti d’Italia è abbastanza fortunato incrociare una persona del sesso opposto per avere un anno di fortuna (conviventi esclusi).
Queste sono solo alcune delle tradizioni e in qualsiasi modo decidano di trascorrere l’ultima serata dell’anno, rispettando o no le tradizioni, gli italiani hanno voglia di divertirsi e sperare che l’anno nuovo sia, comunque, meglio di quello passato.
