
Conversazione con le community, brand reputation, feedback, localizzazione dei contenuti e molto altro: questi ed altri temi sono stati affrontati ieri mattina nella Sala 3 durante il seminario “Blog e Social Media nel mondo digitale 2.0: sfide, opportunità e scenari”. Un’iniziativa inserita all’intero dell’evento TOSM, l’expo professionale dell’ICT, dove alcuni protagonisti della scena digitale tra i più rappresentativi e conosciuti si sono confrontati sugli scenari che si aprono nell’uso bussiness dei Social Media.
Blog e Social Media assicurano infatti oggi diversi vantaggi di tipo comunicativo per le aziende: dall’annullamento della distanza psicologica tra cliente e azienda, passando per un processo di fidelizzazione dei clienti attraverso il concetto di appartenenza a una community; dalla possibilità di recepire critiche e suggerimenti in modo non traumatico ma senza alcuna mediazione fino all’oppurtunità di testare in anteprima orientamenti e iniziative. E last but not least i Social Media offrono l’opportunità di monitorare il sentimento dei propri clienti sia in generale sia rispetto a precise scelte strategiche. E’ su questa traccia che il dibattito ha preso vita, sviluppando una discussione trasversale fra le nuove opportunità e i rischi di una presenza delle aziende sui i Social Media più visitati della rete. Un dibattito che noi di Bakeca.it abbiamo seguito con passione, confermando il nostro interesse per un orizzonte – quello Social – diventato imprescindibile per un brand come il nostro (e qualcuno se n’è accorto: il blog di ambito5 ad esempio ci individua come il sito di annunci più “chiaccherato” nelle conversazioni in rete).
Ritornando al dibattito di ieri mattina, è’ stato Emil Abirascid (giornalista e direttore di Innov’azione) a rompere il ghiaccio presentando il Social www.startupbusiness.it “Imprese e start up – insieme per innovare,” il business network dei protagonisti dell’innovazione realizzato con Innovhub, azienda speciale per l’innovazione della Camera di Commercio di Milano. Il Social, ideato proprio da Abirascid in collaborazione con Intesa San Paolo, è stato proprio pensato per facilitare relazioni in modo continuo fra start-up ed imprese innovative, e già conta circa 1600 iscritti.
E l’innovazione sembra passare dalla geolocalizzazione dei contenuti: è stato infatti Fabrizio Bellavista (partner dell’Istituto Psycho Research ed esperto di new media, co-promotore di numerosi format di successo) a parlare del web 2.0. come una declinazione sempre più verticale sul territorio, attraverso una diffusione di notizie in real time che di fatto sta trasformando la rete e dando vita a siti e portali incentrati sulla vita cittadina, (locali, eventi) se non adirittura sul proprio quartiere. Un “internet delle cose” che grazie anche al nuovo uso delle applicazioni per smartphone permette nuovi orizzonti e di nuovi servizi sempre più localizzati nello spazio sociale degli utenti, con un solo obiettivo: la possibilità di “vivere l’istante” della rete in ogni momento e in ogni luogo della vita quotidiana.
Con Marco Zamperini (CTO di Value Team) si è parlato più dell’essenza stessa della socialità in rete (“la rete è stata Social fin dall’inizio, la novità è che oggi è su grande scala”) e di come questa tedenza sia ormai inevitabile. Alcune grande aziende (Barilla o Ferrero) hanno infatti scoperto di avere dei gruppi enormi di fan su Facebook, anche senza la loro presenza “ufficiale”. Per questo Zamperini ha sottolineato come il vero per punto le aziende non è creare la community: la community c’è già. Il punto è come le aziende conversano con la community. E far conversare un marchio o un prodotto non è affatto automatico: la rete è piena di insuccessi di aziende che non riescono a farlo.
Di difficoltà incontrate in rete da alcune aziene ha parlato anche Roberto Dadda (Blogger e Responsabile scientifico Internet Saloon) portando l’esempio della catena americana Wal-Mart e dimostrando come l’uso improprio dei Social sia addirittura controproducente per la propria reputazione. Secondo Dadda sono invece nell’acronimo POST le coordinate vincenti da seguire per fare un uso adeguato dei Social Media:
1) People: conoscere le persone;
2) Objective: fissare degli obiettivi;
3) Strategy: capire come ottimizzare le proprie forze;
4) Technology: non importare tutto su una tecnologia ma adeguarsi alle continue innovazioni della rete.
E’ stato infine il turno di Fulvio Cerrutti (giornalista de La Stampa) a parlare dell’esempio di www.lastampa.it, portale ufficiale del quotidiano torinese. Nel 2005 il sito era in una fase calante, poco valorizzato e perfino carente di finanziamenti. Ma è stato proprio puntando sull’interattività delle notizie che il quotidiano online è riuscito a diventare oggi uno dei portali di informazione più integrato al mondo Social. Cerrutti ha voluto evidenziare che spesso le aziende non riescono ad accettare le critiche dei propri consumer durante la “conversazione” sui Social Media (succede anche ai quotidiani, spesso accusati di censura). E’ invece mettendosi completamente in gioco (ascoltare e conversare sempre e comunque) che si può davvero costruire un’immagine Social forte capace di rinnovare il proprio brand. Attraverso discussioni su Facebook la Stampa web è riuscita infatti a intercettare un target completamente diverso (soprattutto adolescenti) da quello intercettato dal quotidiano cartaceo.
